Ischia Matrimonio

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Autore: Redazione

«Signore, non decidiamo subito il nostro abito da cerimonia, lasciamo che siano i nostri corpi a decidere. Proviamone un po’ e divertiamoci»

Sono le parole pronunciate da una futura damigella in una celebre scena del film “Le amiche della sposa”, una commedia americana del 2011.  La protagonista, Lillian, fidanzata con un ricco banchiere di Chicago, deve sposarsi  e non vuole fare a meno delle sue migliori amiche in vista di quel giorno, anche se sa benissimo siano tutte molto diverse tra loro.

Questa diversità si manifesta chiaramente già dal momento della scelta dell’abito da damigelle: una è troppo in carne per quel tipo di abito che invece sta benissimo alla bruna con le curve al posto giusto, ma che pare non andare bene neanche per la bionda, perfetta ma timida, che invece opterebbe per un vestito più semplice.

A quel punto le amiche devono scegliere: farne una tragedia e mettere in crisi amicizia e matrimonio, oppure farsi una risata e scherzare sulla diversità dei propri “difetti”.

In effetti questo è proprio quello che succede a quasi tutti i gruppi di amiche storiche quando si avvicina il giorno del matrimonio di una di loro; si trascorre tanto tempo insieme, ci si riunisce spesso, si creano occasioni particolari anche se si vive in città diverse, insomma: si fa di tutto per fare in modo che la futura sposa si senta coccolata e serena tra le attenzioni delle sue amiche più fidate.

In questi momenti si rafforza ancora di più il legame di amicizia perché, “da grandi” si è più capaci di tollerare quelle piccole sfumature del nostro carattere che ci rendono diverse tra noi e si capisce chiaramente che conta una cosa soltanto: esserci, l’una per l’altra.

La damigella: una figura dalle origini antichissime

La storia della damigella d’onore ha origini molto antiche, da ricercare nella terra di piramidi e faraoni, l’antico Egitto. All’epoca pare che la sposa venisse accompagnata da alcune ancelle con indosso abiti simili ai suoi; questo per depistare gli spiriti maligni che usavano importunare le giovani sposine e che, ingannati dagli abiti simili, potevano confonderla con le altre e risparmiarla.

Un ruolo, quello delle dame, molto rischioso e prezioso allo stesso tempo.

Anche nell’antica Grecia una scena simile pare fosse riprodotta da fanciulle che accompagnavano la sposa durante il corteo nuziale con delle fiaccole tra le mani, per illuminare il suo cammino. Usanza ripresa poi anche dagli antichi romani, dunque non del tutto estranea alla cultura delle nostre origini.

Un’usanza americana

Oggi siamo abituati a sentire l’espressione “damigella d’onore” pronunciata dalle protagoniste di film e serie tv americane, perché in effetti è lì che tale usanza è imprescindibile per ogni matrimonio che si rispetti.

Come appaiono le damigelle americane? È davvero semplice individuarle: hanno tutte lo stesso identico abito, diverso però dalla damigella d’onore (quella che per noi è la testimone) che indosserà un vestito simile a quello delle altre in tessuto e colore, ma molto diverso nel modello e nel taglio.

Negli States esiste un’ulteriore regola: ogni damigella ha sempre un suo corrispettivo maschile, fondamentale perché la tradizione dell’usanza sia rispettata in toto.

 

E in Italia?

In Italia il ruolo della damigella (o del paggetto) è affidata ai bambini; tenere nuvole bianche o rosa le bambine e piccoli ometti fintamente spavaldi attraversano la navata centrale spargendo petali di rose sul tappeto e custodendo tra le  mani le fedi nuziali da consegnare ai futuri sposi, che spesso sono gli zii o le zie del cuore.

Oggi sempre più le spose giovani scelgono di avere accanto a sé le amiche del cuore. Anche loro quel giorno sono cariche di adrenalina e di emozione, perché hanno vissuto intensamente ogni fase dell’organizzazione dell’evento. Anche per loro è un traguardo arrivare in Municipio o all’altare quel giorno: significa aver fatto di tutto per rendere la loro amica una sposa felice e serena.

damigelle matrimonio

Come devono prepararsi le damigelle italiane?

Nel nostro Paese non esistono regole ferree come in America.

Un consiglio? Essere gentili, eleganti e avere tanta voglia di divertirsi e far divertire!

Per quanto riguarda il look, proviamo a stabilire dei piccoli e semplici “trucchi del mestiere” per arrivare preparate a quel giorno così importante.

 

  • Bianco e nero: no!  Che sia in estate, autunno o inverno per nessun motivo le damigelle dovrebbero indossare un abito bianco (questa è una prerogativa esclusivamente della sposa) o nero (che ricorda il lutto). Sì a colori accesi come il rosso e il verde, che vanno benissimo soprattutto in autunno e in inverno e perfetti i colori pastello, indicati principalmente d’estate o in primavera inoltrata. Pensate all’arancione, al fucsia, al giallo o all’azzurro, una scelta meno frequente ma in alcuni casi davvero chic!

 

  • Occhio alla lunghezza dell’abito. Se la sposa indosserà un vestito corto non potrete mai optare per un abito lungo. In ogni caso è buona norma non indossare abiti troppo corti, soprattutto se la cerimonia si svolge in chiesa. Sì alla gonna longuette o ad abiti leggermente più corti davanti, ma lunghi dietro.

 

  • No agli abiti scomodi.  Quando si tratta di una cerimonia  le scollature e gli spacchi troppo profondi non sono ben accetti, così come abiti troppo audaci. Una donna sensuale è un bel vedere, ma attente a non esagerare perché cadere nel cattivo gusto è questione di piccoli dettagli apparentemente irrilevanti. Abiti troppo scomodi, tra l’altro, non vi permetteranno di essere d’aiuto alla sposa se per caso dovessero capitare degli “incidenti di percorso” con il velo, l’acconciatura, le lenti a contatto, il trucco. Insomma, dovete essere pronte a correre in soccorso dell’unica vera protagonista di quel giorno: lei!

 

  • Accessori. Né troppi né pochi. Sì ai fiori, alle coroncine, ai dettagli romantici. Ricordate però sempre il prezioso consiglio dell’immensa Coco Chanel: « Prima di uscire guardati allo specchio e levati qualcosa».

L’unica cosa che non deve mancare quel giorno è il vostro affetto e la vostra amicizia.

Con affetto Stefania..e ci rivediamo al prossimo articolo.

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